#6 – @Malla – Lac de Guiers

UNA TOUBAB A LOUGA, ROTOLANDO VERSO SUD

CartinaMalla è un villaggio sulle rive orientali del Lac de Guiers. Uno di quelli che non compare su nessuna mappa, se non quella disegnata sul muro della scuola dal professore del villaggio, che con pazienza e precisione certosina ha riportato i nomi di tutti i villaggi bagnati dalle acque del lago.

Ci capitiamo un po’ per caso, la nostra meta era un villaggio a una ventina di chilometri a nord di Malla, ma il taxista ha pensato bene di comunicarci nel bel mezzo della brousse, che (secondo lui) la benzina non sarebbe bastata per arrivare a destinazione e ritornare a casa. Così abbiamo scoperto Malla.

Il lago di Guiers si trova nel nord del Paese, diviso tra la regione di Saint Louis e quella di Louga. Alimentato dal grande fiume Senegal, è il serbatoio d’acqua dolce più grande del Paese. L’acqua che esce dai rubinetti delle case delle due regioni arriva dal lago, così come parte di quella consumata nell’area metropolitana dakaroise (circa il 30%). Il lago è lungo circa 35 chilometri e la sua larghezza è di 8. Piatto come la maggior parte dei laghi del Sahel, la sua profondità non supera i 2,5 metri (come cita Wikipedia).

Arrivati a Keur Momar Sar, poco dopo l’ingresso del villaggio, giriamo sulla destra e prendiamo una larga strada sterrata: i lati sono costeggiati da una ricca vegetazione e gruppetti di donne camminano sul ciglio, alcune con grandi ceste sulla testa. Dopo qualche chilometro l’orizzonte si apre e siamo di nuovo circondati da sabbia rossastra, bassi arbusti spinosi, maestosi baobab spogli: il deserto torna prepotentemente a imporsi sul verde brillante degli alberi da frutta e dei campi di canna da zucchero, riso, cipolle, zucche e patate dolci.

CapreUn altro settore redditizio della zona è l’allevamento: incrociamo numerosi greggi di capre e mandrie di mucche, che flemmaticamente attraversano la strada, seguiti dal loro pastore di inconfondibile etnia peul, che vaga insieme ai suoi beni più preziosi, per trovare un nuovo pascolo in questa infinita distesa desertica. Naturalmente anche la pesca costituisce un’attività rilevante per i villaggi sul lago: ogni anno circa 2.000 tonnellate di pesce arrivano nei mercati del Paese dal Lac de Guiers.

A Malla raggiungiamo le rive del lago in taxi, costeggiando la recinzione di alcune capanne: il taxista parcheggia a qualche metro dall’acqua, senza curarsi troppo di aver invaso un spazio privato (o quasi). L’invasione dei toubab. Chiaramente straniti dal fatto che una macchina piena di bianchi sia entrata “in casa loro”, i bambini e le donne di Malla, che si trovano in riva al lago, ci stanno alla larga e ci scrutano con i loro occhi scuri e l’aria perplessa: probabilmente i bambini più piccoli non hanno mai visto dei toubab. Alcune donne fanno il bucato, altre, invece, insaponano i loro corpi magri e slanciati e si tuffano in acqua per sciacquarsi. I bambini si rincorrono, schiamazzano, ridono, giocano, chi in acqua, chi fuori.

BarcheCi avviciniamo alla riva per capire dove sistemarci e alcune ragazze ci indicano uno spazio sotto un grande albero. Poco dopo tornano con un tappeto su cui farci sedere. Ci raggiunge un ragazzo che parla francese, Muhammad, e si siede con noi a chiacchierare. Ci dice che ci troviamo nel villaggio di Malla e ci dà il suo benvenuto. Ci conferma che il villaggio al quale saremmo voluti arrivare, Mbane, dista una ventina di chilometri da dove ci troviamo, che significa almeno altri 40/50 minuti di auto, considerando la strada sterrata, le buche, le capre, il nostro taxi, che non è 4×4. Il tempo trascorre tranquillamente tra un bagno nel lago, una chiacchiera e qualche foto. Verso ora di pranzo, Muhammad ci chiede se abbiamo già assaggiato e se ci piace il thieboudienne, uno dei piatti nazionali del Senegal a base di riso, verdure e pesce. Confermiamo. Sparisce. Torna dopo un po’ con un grande piatto di thieboudienne e sei cucchiai. Ci ha portato il pranzo. La generosità gratuita di queste persone è senza fine e non finirò mai di stupirmene.

Nel pomeriggio ci raggiunge il maestro della scuola del villaggio, Abdou: un ragazzo di Louga, che però da qualche tempo vive a Malla per lavoro. È una persona calma, dal sorriso buono e dai molti interessi: viene da una famiglia di insegnanti di educazione fisica e anche lui si dichiara essere uno sportivo; è appassionato di agricoltura, di piante, di coltivazioni; gli piace insegnare, ma ancora di più imparare, conoscere e scambiare esperienze. Ci porta a vedere la scuola, con grande orgoglio: due costruzioni basse e dalla forma allungata attorno alle quali Abdou ha piantato e seminato della verdura, dei fiori e degli alberelli. Le classi sono quattro, di cui una è riservata alla scuola coranica: ci sono molti banchi, alcuni accatastati in fondo alle aule, fogli, quaderni e libri, righelli e squadrette, cartelloni appesi alle pareti, una grande lavagna che copre la parete di uno dei lati corti. E polvere. Ovunque. Ma la scuola a Malla c’è. Ed è questo quello che conta: “i bambini sono il nostro futuro”, non smette di ripetere Abdou.

LagoSalutiamo con tanta gratitudine le persone che abbiamo conosciuto oggi e che speriamo di poter rincontrare – chissà dove, chissà quando – e rientriamo a casa, ripercorrendo al contrario ogni singolo dosso, ogni singola buca, ogni singolo incrocio e tornando con la mente ai bei momenti trascorsi a Malla, sul Lac de Guiers.